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Altre localizzazioni dell’emangiosarcoma

Differenti localizzazioni dell’emangiosarcoma

Dott.ssa Chiara Scerna – chiara.scr@alice.it

Cani a pelo corto e con mantello chiaro, nelle zone prive di peli come il ventre, e gatti con orecchie bianche, al livello del padiglione auricolare, possono sviluppare in età avanzata l’emangiosarcoma cutaneo che spesso è una conseguenza dell’esposizione cronica alla luce solare.

La forma cutanea si manifesta con placche e noduli multipli iperpigmentati, con pelle ispessita, priva di pelo, facilmente ulcerabile, mentre l’emangiosarcoma sottocutaneo appare come una massa, anche di notevoli dimensioni, di consistenza spugnosa.

Istologicamente il tumore è costituito da cellule endoteliali immature che vanno a formare delle strutture vascolari, facilmente lacerabili, contenenti sangue.

Un carattere distintivo dell’emangiosarcoma cutaneo è che le cellule neoplastiche vanno a formare l’endotelio dei capillari sanguinei, in altre neoplasie cutanee invece i capillari hanno un endotelio distinto.

La diagnosi di certezza può richiedere anche tecniche laboratoristiche speciali come l’indagine immoistoichimica e la terapia è quasi sempre di escissione chirurgica con, in associazione, il trattamento chemioterapico.

L’emangiosarcoma cardiaco, frequentemente associato all’emangiosarcoma splenico, è una delle neoplasie più comuni del cuore; localizzandosi nell’atrio destro e nell’auricola l’intervento chirurgico di atriectomia parziale è spesso eseguito, anche se da solo non è sempre risolutivo.

Come per le altre sedi l’utilizzo di chemioterapici può prolungare il tempo di sopravvivenza del paziente che comunque dipende dalle recidive, dall’insorgenza di complicanze cardiache e dall’evoluzione della concomitante presenza del tumore in sede splenica.
L’emangiosarcoma osseo è molto raro nel gatto, per quanto riguarda il cane, Boxer, Alano e Pastore tedesco sono le razze più colpite; il tumore può interessare qualsiasi osso, scheletro assiale ed appendicolare, di preferenza però omero, femore, coste e vertebre sono le sedi dove si riscontra più frequentemente la neoplasia.
I segni clinici sono molto simili all’osteosarcoma, altra neoplasia ossea ben più frequente con cui l’emangiosarcoma va in diagnosi differenziale.
La radiografia mette in evidenza focolai di distruzione ossea (nella cavità midollare) che appaiono come piccole aree radiotrasparenti diffuse sia prossimalmente che distalmente in sede diafisaria; per la presenza di numerosi focolai di osteolisi sono frequenti le fratture patologiche dell’osso.
Nei soggetti con emangiosarcoma osseo la prognosi è quasi sempre infausta ed i trattamenti chirurgici e chemioterapici non sono risolutivi, l’approccio medico è indirizzato al monitoraggio dell’evoluzione del tumore mediante radiografie e scintigrafie ossee.
Tramite la scintigrafia è possibile localizzare più precisamente le lesioni, mentre la radiografia ci permette di valutarne l’aggressività.

Bibliografia:
Michael Schaer “Medicina clinica del cane e del gatto” Edizione Masson Elsevier. Milano. 2006.
P.S. Marcato “Patologia sistematica veterinaria” Edagricole, 2002.
P.S. Marcato “Anatomia e Istologia Patologica Generale Veterinaria” Terza edizione Edagricole. 1997.

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