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Antagonisti dopaminergici

Antagonisti dopaminergici

Agiscono antagonizzano l’azione emetica della Dopamina occupando il recettore dopaminergico D2 implicato nel riflesso del vomito; sono principalmente impiegati per il controllo del vomito post operatorio nel cane. Nel gatto l’azione non è così efficace per l’insensibilità di questa specie all’azione emetica della Dopamina; gli antagonisti dopaminergici sono potenti antiemetici nel cane ma non nel gatto.
La Dopamina viene metabolizzata da due enzimi, monoaminossidasi (MAO) e  catecol O metiltransferasi COMIT, presenti al livello epatico, renale, plasmatico e nel tratto gastrointestinale ed è escreta per via renale.

Metoclopramide

Meccanismo d’azione:
La metoclopramide svolge la sua azione sia al livello centrale che periferico, antagonizza l’azione della Dopamina sulla CTZ ed agisce da procinetico verso l’intestino; facilita lo svuotamento gastrico, promuove il rilassamento della zona pilorica e riduce il reflusso dal duodeno allo stomaco ed all’esofago.
E’ antagonista competitivo dei recettori dopaminergici e della serotonina.
Indicazioni:
Antiemetico e procinetico utilizzato comunemente nel cane per il controllo del vomito e dei disturbi digestivi, è utilizzata nel vomito post operatorio o indotto da farmaci. Può essere somministrata per via orale ed endovenosa.
Controindicazioni:
Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, da non somministrare in caso di ostruzioni/occlusioni per l’attività procinetica ed in caso di pazienti affetti da patologie epatiche e renali; è sconsigliata l’associazione con i neurolettici.
Effetti collaterali:



Nel meccanismo del vomito è implicata anche la serotonina che agisce al livello della zona chemiorecettoriale nell’area postrema (CTZ); i farmaci antiemetici serotoninergici promuovono lo svuotamento gastrico e la motilità intestinale e trovano impiego soprattutto in medicina umana per il “reflusso gastroesofageo” e la stipsi. La Cisapride è stata ritirata dal commercio per i gravi effetti collaterali sul cuore (alterazioni della conduzione cardiaca).