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Applicazione pratica della metodologia omeopatica in medicina veterinaria

SCUOLA SUPERIORE INTERNAZIONALE DI MEDICINA VETERINARIA “RITA ZANCHI” DI CORTONA (AR).
Direttore: dr. Franco Del Francia

IX° CONGRESSO  NAZIONALE DI MEDICINA OMEOPATICA

“Ventennale FIAMO: 20 anni di crescita dell’omeopatia Italiana”

Verona –  Centro Carraro 28-29- 30 Maggio 2010

” Applicazione pratica della metodologia omeopatica in medicina veterinaria”

La peculiarità clinica del medico veterinario, specificità ancora più accentuata in medicina omeopatica, deriva dal fatto che   deve affrontare patologie   di specie diverse e con un ciclo biologico estremamente differenziato, e, spesso deve valutare situazioni cliniche legate a parametri di riferimento molto variegati    ( ambientali, fisio-patologici, comportamentali, patologia di massa o di un singolo individuo, management aziendale negli allevamenti intensivi, ecc).
Ecco, quindi, che il medico veterinario omeopata deve saper valorizzare e utilizzare tutti i segni e sintomi espressi dall’organismo vivente interessato, mettendo in pratica tutte le  possibilità terapeutiche offerte dalle metodologie omeopatiche, dal nucleo mentale profondo all’organotropismo dei rimedi omeopatici.
In effetti, anche se con i limiti delle esemplificazioni didattiche, è possibile sintetizzare l’intervento terapeutico in almeno tre livelli.
Livelli di applicabilità in medicina veterinaria omeopatica di primo livello: applicabile in acuto e/o su animali di breve ciclo biologico (polli, acquacoltura, ecc.)
Metodologia
–        eziologia (omeopatica) della patologia: es. sindromi metaboliche da eccesso di amidi: alumina, carenza di fibra Nux-v; istamina ruminale: Ars, ecc);
–        isoterapici (similitudine dell’uguale e non del simile);
–        organo-tropismo (Bryonia per le sierose; Arg-m per le cartilagini; Chel per il fegato;Stannun per i  polmoni; ecc., ecc.);
–        fisiobiologia dei farmaci: Calc.c stimola l’emopoiesi; Hepar aumenta significativamente la produzione dei leucociti; Ignatia agisce rapidamente e significativamente sul vago, ecc.
Livelli di applicabilità in medicina veterinaria omeopatica di scondo livello: applicabile su tutti gli allevamenti e/o patologie singole
Metodologia
–        raccolta dei dati e sintomi oggettivi  (ANAMNESI REMOTA E RECENTE);
–        individuazione della patologia (DIAGNOSI  CLINICA);
–        individuazione del farmaco omeopatico corrispondente (DIAGNOSI OMEOPATICA);
–        valutazione evoluzione della patologia  (PROGNOSI CLINICA);
–        valutazione della similitudine (PROGNOSI OMEOPATICA)
Livelli di applicabilità in medicina veterinaria omeopatica di terzo livello: speculazione filosofica, estensione del concetto di similimmo genetico:
Metodologia
–            fonti di informazione (etologia della specie,   tecnologie di allevamento,  patologie specie specifiche);
–            selezione genetica (azione della selezione su genotipo e fenotipo, riproducibilità delle caratteristiche genetiche);
–            modello riproducibile e ripetibile in tutti gli  ecosistemi
Quindi selezione dei sintomi e segni peculiari e caratteristici con individuazione del rimedio più simile.
Nell’applicazione pratica di qualsiasi livello utilizzato è possibile ricorrere  alla metodica della gerarchizzazione dei sintomi con la Sindrome minima di massimo  valore:

SMVM – GERARCHIA DEI SINTOMI

SINTOMI EZIOLOGICI
SINTOMI MENTALI
KEY NOTE
SINTOMI GENERALI
MODALITA’
SINTOMI LOCALI – ORGANICI

SINTOMI EZIOLOGICI

Sono quelli che riconoscono una causa scatenante il disturbo (malattia), generalmente  non come noxa infettiva, anche se va ricordato che in particolari casi è possibile ricorrere all’impiego di bioterapici e isoterapici  (Tubercolinum, Carcinosinum, ecc.)

SINTOMI MENTALI

Tutto quello che interessa l’anima o le emozioni ha un valore gerarchico superiore a ciò che e’ collegato all’intelletto, all’intelligenza, alla ragione (Kent ). Naturalmente devono essere quelli “omeopatici”, cioè i sintomi della peculiarità  del soggetto che possono definire le variazioni della sensibilità emotiva e comportamentale nel contesto etologico della specie di appartenenza.

KEY-NOTE

Ossia i sintomi patognomonici dei rimedi. Esempio Rus-Tox, come unico rimedio, presenta un piccolo triangolo iperemico  alla punta della lingua; Ipeca, nonostante disturbi gastroenterici anche notevoli, la lingua è sempre rosea; Lac-C manifesta   una alternanza marcatissima, ecc.
NOTA: un keynotes  NON E’ MAI SUFFICIENTE PER UNA PRESCRIZIONE se non è inserito nel contesto della SMVM.

MODALITA’

Le modalità sono la “qualificazione dei sintomi” in quanto è facilmente intuibile che quelli non ben qualificati  hanno scarso valore diagnostico.
Le modalità, in stretta sintesi,  riguardano:
–        quando e come un sintomo si manifesta;
–        quando e come un sintomo migliora o peggiora;
–        quando e come un sintomo subentra o si modifica.
A titolo esemplificativo si ricordano le  modalità di tempo ( ritmo orario: certi sintomi si presentano con modo preferenziale d’orario, per esempio l’aggravamento tra l’una e le tre di notte d’Arsenicum oppure fra le due e le quattro del mattino di Kali Carbonicum, durante il mattino (Nat-M), verso le undici del mattino (Sulph/Ign), dopo i pasti (Puls), fra le sedici e le venti (Lyc), al crepuscolo (Phos), ecc.
Ritmo stagionale e periodicità. Aggravamento in autunno e in primavera (Lach), aggravamento in primavera (calc-p); periodicità da qualche giorno ad alcune settimane (Sulph) o di parecchi mesi (Psor).
Modalità ambientali come quelle climatiche e legate a circostanze atmosferiche. Peggioramento a seguito ad esposizione al freddo e alle correnti d’aria;  in un ambiente chiuso e meglio all’aria aperta (Puls/Lyc); peggio con il sole (Nat-C); peggio con il caldo (Lach); meglio con il caldo e applicazioni calde (Ars); peggio con il temporale (Phos);
Modalità di posizione come Sulphur che manifesta disagio in posizione ortostatica; Sepia che non può stare in ginocchio, ecc.
Modalità in rapporto ad atti fisiologici Miglioramento o aggravamento con il mangiare (Anacardium migliora sempre con il mangiare); miglioramento con qualsiasi eliminazione di secrezioni biologiche (sudore, minzione, epistassi, ecc.) come Lach; influenza dei cicli estrali (Actaea racemosa/ Lach); influenza del sonno con peggioramento dopo (i veleni di serpenti) o miglioramento (Nux-v), ecc.

SINTOMI GENERALI

Esprimono le reazioni dell’organismo a tutte le influenze esterne, al caldo, al freddo, ai cambiamenti
meteorologici, con il movimento, ecc.
Sono importanti perché sono l’espressione dell’organismo intero e non di un organo o di una parte.
Tra il gruppo dei sintomi generali vanno evidenziati:
–        Sintomo dolore (come , dove,  quando)
–        I desideri e le avversioni alimentari: forte desiderio di sale, oppure di bevande fredde, ecc. Sono segni  che si possono valorizzare e, in ogni modo, tenere presente che le avversioni sono più significative dei desideri
–        sintomi sessuali : alterazioni del  ciclo estrale; , flusso, ecc.;
–        sintomi del movimento e della fatica;
–        sintomi generali oggettivabili quali la traspirazione, le secrezioni, escrezioni, curva termica, colore e carattere degli essudati, ecc;
–        sintomi semiologici individuali quali il modo di camminare, di correre, ecc..

SINTOMI LOCALI

Sono i sintomi della malattia, i più comuni  e servono per eventuale conferma del rimedio oppure di grande importanza nell’applicazione del  primo livello.