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Classificazione clinica delle crisi epilettiformi

Classificazione clinica delle crisi epilettiformi (ME)

Dott. Fabio Antonioni

L’inquadramento diagnostico prevede una distinzione in funzione della causa eziologica, si identifica:

1. epilessia primaria (EI) o essenziale (o idiopatica) : designa quel complesso di disturbi disfunzioni neuronali nei quali non sia possibile identificare una alterazione morfologica, si escludono cause strutturali intracraniche o extracraniche. Indica sostanzialmente uno stato di sofferenza cerebrale classificata come funzionale. Si presuppone possa avere una origine genetica e comunque ereditaria dal momento che può comparire in animali giovani a partire dal compimento del sesto mese fino a 5 anni di età.

In linea generale queste ME si manifestano in cani giovani dai 6 mesi di età oppure tardivamente sino a 6 anni anche meticci, maggiore incidenza in alcune razze specifiche: Pastore tedesco, Bovaro del bernese, Golden Retrivier, Labrador, Border Colley, Setter irlandese, San bernardo, Springer Spaniel, Bassethound.

Una probabile origine di trasmissione ereditaria autosomica recessiva di queste forme sono sospettate nel Tervueren, Golden, Labrador, Beagle, Keeshound, Pastore alsaziano. La componente sessuale non sembra avere alcuna rilevanza.

Solitamente insorgono come singole crisi parziali complesse che tendono poi a generalizzare accompagnandosi a manifestazioni psicosomatiche; con il trascorrete del tempo tendono a ridursi gli intervalli di inter-ictus qualora non si intervenga con la terapia.

Viene sconsigliato di impiegare a scopo riproduttivo i soggetti che ne sono colpiti da epilessia primaria.

2. epilessia secondaria: può essere “sintomatica” quando conseguenza di una causa scatenante circostanziata e circostanziabile (es: lesione cerebrale, neoplasia, metastasi); si definisce “reattiva” quando conseguenza di una causa sistemica: metabolica, endocrina, tossica, infettiva o di altra natura

Nella maggior parte dei casi, come più volte sottolineato, nei nostri animali siamo abituati ad osservare crisi focali che evolvono in generalizzazioni secondarie, clinicamente si tratta di crisi motorie con interessamento muscolare bilaterale con accessi tonico-clonici della muscolatura.

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