Diagnosi clinica

Diagnosi clinica

Dott. Fabio Antonioni – fabio.vet@tele2.it

Abbiamo già visto come da una semplice visita clinica sia possibile formulare un sospetto clinico di sindrome della cauda equina, alcuni esami strumentali potranno confermare il quadro stesso mettendo in evidenza lesioni o alterazioni a carico delle singole strutture anatomiche. Da sottolineare che la maggior parte di suddette tecniche prevedono una sedazione generale del paziente.

Classicamente si procede con un:

  • esame radiologico

In merito esistono due tipi di approcci: a) tecnica standard o diretta

b) tecnica posizionale

radiografia standard:

precede la sedazione generale al fine di rendere possibile il posizionamento del cane lungo il fianco. In linea generale non è sempre possibile evidenziare dalla immagine radiologica un problema specifico in sede per una non ottimale identificazione di tutte le singole componenti anatomiche che concorrono a formare la cauda equina.

E’ possibile mettere in evidenza patologie: discopondilite, stenosi lombosacrale idiopatiche o degenerative, vertebre di transizione, neoplasie ossee, osteocondrosi sacrale, fratture traumatiche o sublussazioni.

In linea generale è accertato che il 56% dei cani con fenomeni degenerativi lombo sacrali e vertebre di transizione presentano un quadro clinico da cauda equina.

Radiografia posizionale:

si procede flettendo ed estendendo la regione lombo sacrale per evidenziare la aperture e la chiusura dell’angolo lombo sacrale e valutare la variazione nel diametro del canale vertebrale.

A questo esame potranno seguire altre indagini strumentali che prevedono la introduzione di un mezzo di contrasto consentendo una migliore evidenziazione

  • mielografia

da molti autori non viene considerata una tecnica efficace dal momento che prevede l’introduzione di un apposito liquido di contrasto non ionico a livello di cisterna magna o lombare (in sede L5- L6). In molti cani questa tecnica non consente la completa visualizzazione della compressione lombo sacrale dal momento che il sacco durale non sempre raggiunge lo spazio articolare lombo sacrale e non si riesce ad individuare e ad oltrepassare lo spazio lombo-sacrale neppure attraverso alcune manovre di iperestensione o di iperflessione. Può rilevare eventuali anomalie a carico di compressioni a carico della L4 ed L5, in ogni caso non premette la visualizzazione di un problema a carico delle vertebre più a valle fino alle sacrali che equivale al 20 % dei casi. In ogni caso la mielografia non permette di identificare con altrettanta certezza eventuali compressioni dorsali e laterali a livello dei foramina, punto di passaggio dei rami nervosi verso l’esterno.

  • Epidurografia

Questa è una tecnica sempre con mezzo di contrasto in sede S3-C1 oppure L7-S1 seguita da radiografia standard e posizionata da molti preferita. Permette di visualizzare la pervietà del canale vertebrale lombo sacrale e di evidenziare eventuali lesioni a carico del disco intervertebrale ma ha il limite di non consentire di evidenziare compressioni a livello di recessi laterali e a livello dei forami intervertebrali. Il risultato dovrà essere correttamente interpretato alla luce di possibili artefatti per la presenza di grasso epidurale che può non agevolare la lettura.

  • Discografia

È possibile iniettare il liquido di contrasto direttamente all’interno del disco intervertebrale, nel nucleo polposo del disco stesso a livello di L7-S1. Qualora il disco non presenti anomalie il liquido tende a distribuirsi uniformemente, altrimenti in presenza di alterazioni strutturali si distribuisce n modo disomogeneo seguendo il tragitto erniario, in questo caso mette in evidenzia la lesione di compressione intervertebrale provocata dalla lesione a carico del disco stesso.

Tecnica utile per visualizzare eventuali ernie laterali.

Possibili complicazioni nella procedura.

  • Venografie

Analogamente è possibile evidenziale, attraverso introduzione per via venosa (seni venosi vertebrali) di appositi mezzi di contrasto in grado di segnalare stenosi vascolari che esprimono una sofferenza a carico delle strutture vertebrali stesse.

  • Elettromiografia

Analogamente a quello che avviene in campo umano è possibile misurare la capacità conduttiva dei rami nervosi, in realtà non è una tecnica molto impiegata in campo veterinario.

  • TAC

Consente una migliore visualizzazione delle parti anatomiche interessate rispetto alle radiografie tradizionali soprattutto a carico dei tessuti molli. Elevato costo

  • RM

Insieme alla TAC consentono di studiare più approfonditamente le strutture anatomiche, efficace risoluzione a carico del midollo spinale, del disco intervertebrale, dei legamenti e delle radici nervose, i recessi laterali ed i processi articolari ed il forame. La RM è da preferire per il fatto di rilevare precocemente la degenerazione discale rispetto alla TAC dal momento che consente di rilevare il grado di idratazione del disco stesso e permette una migliore qualità in termini di immagine a carico dei tessuti molli e delle componenti neurologiche. In ogni caso l’esame dovrà essere visionato da personale qualificato dal momento che non è difficile rilevare in cani anziani quadri degenerativi a livello lombo sacrale in assenza di un quadro clinico specifico. Elevato costo.

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