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Evoluzione sintomatologica

Evoluzione sintomatologica

Dott. Fabio Antonioni – fabio.vet@tele2.it

Il disturbo neurologico è in grado di provocare una serie di fenomeni clinici e sintomatologici conseguenti con quadri evolutivi differenti.

Atrofia masse muscolari: nelle forme più evolute e progressive si potrà assistere ad una maggiore coinvolgimento della componente muscolare con segnali di atrofia mono o bilaterale.

E’ inevitabile che i fasci muscolari che ricevono i rami nervosi danneggiati dalla compressione midollare subiranno una ridotta stimolazione e quindi ridurranno la loro capacità di movimento, le fibre muscolari cominceranno a soffrire riducendo il loro volume, pertanto la conformazione di una zampa o di entrambe subiranno ripercussioni in termini volumetrici.

A questo si aggiunge una ipofunzionalità della componente muscolare che partecipa alla inevitabilmente e progressiva riduzione della massa stessa, il muscolo della gamba specie nella parte flessoria tende a perdere la sua naturale consistenza e tonicità, sono coinvolte i rami del nervo tibiale e peroneale.

Deficit propriocettivi: spesso la componente sensitiva periferica a carico della dita o dei polpastrelli può non risentire di questo deficit se non in casi molto avanzati e comunque nel caso in cui la compressione midollare risulti essere di grado maggiore, pertanto non sempre la capacità percettiva può essere coinvolta, spesso il cane percepisce il dolore a carico della zampa e tende a muoverla quando sollecitata.

Riflesso flessore: la capacità di flettere la zampa può essere ridotta ma non sempre questo movimento risulta compromesso, a seguito di sollecitazione il cane riesce a flettere l’arto agevolmente. Spesso nella sindrome della cauda equina risulta deficitaria la mobilità a carico della zona del ginocchio e del tarso, per cui il problema motorio risulta più evidente nella zona medio distale della zampa che non a carico della zona prossimale dell’arto.

Il cane riesce a piegare bene la articolazione coxo-femorale mentre presenta maggiore difficoltà a flettere il ginocchio e soprattutto raccogliere il piede portandolo alla massima flessione possibile ed inevitabilmente anche alla estensione, per cui viene ridotta la mobilità della zona distale della zampa posteriore. Anche il riflesso tibiale, quello patellare non sempre risultano alterati interessati mentre il riflesso perineale può risultare ridotto anche se questo non provoca alcun deficit specifico.

Da segnalare che spesso il cane può avvertire formicolii dovuti alla compressione dei rami nervosi e questo può scatenare prurito o per lo meno il cane avrò la tendenza a leccarsi maggiormente alcune regioni posteriori delle zampe o delle cosce come se avvertisse delle piccole scosse.

Altre volte è possibile che si possa manifestare una incontinenza urinaria con minzione involontaria soprattutto durante il riposo per coinvolgimento delle strutture neurologiche deputate al controllo degli sfinteri.

Non da ultimo potranno comparire zoppie più o meno persistenti spesso confuse inizialmente con altri quadri artrosici a carico delle articolazioni femorali e curati come tali con semplici antalgici che però non offrono alcun sostegno.

Queste zoppie possono essere la conseguenza di compressioni a carico delle strutture vascolari endocanalari che vascolarizzano i corpi vertebrali i quali vengono compressi provocando un ridotto afflusso ematico alle strutture anatomiche di riferimento, questo potrebbe causare zoppia.

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