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Fasi della crisi epilettica

Fasi della crisi epilettica

Dott. Fabio Antonioni

Vengono distinte nell’ambito della crisi stessa differenti fasi evolutive:

1. Fase pre-ictale

È la fase preliminare che precede la crisi vera e propria ed è quella che corrisponde all’ “Aura” rilevabile nell’uomo, in campo veterinario non viene evidenziata in modo altrettanto chiaro. Qualche proprietario potrà notare brevi mutamenti nel comportamento dell’animale, una agitazione improvvisa, una irrequietezza insolita, la tendenza a nascondersi, una assidua ricerca di sostegno, un bisogno di protezione, sguardo fisso, guaiti, paura e cosi via, non sempre questi fenomeni risultano non adeguatamente rilevati in corso di anamnesi generale.

L’Aura In campo umano si accompagna alla insorgenza di strane sensazioni soggettive, il termine adottato descrive chiaramente questo fenomeno impropriamente utilizzato da alcuni autori in Veterinaria, più corretto parlare di “fase pre-ictale” qualora presente.

2. Fase ictus

In essa potremo distinguere segni clinici caratteristici a partire dalle convulsioni, disturbi della coscienza, azioni involontarie, cambiamenti comportamentali.

Corrisponde alla fase sostenuta dalla crisi vera e propria differente nella durata temporale, può variare da 30 secondi a 2 minuti. Il più delle volte sovrastimata dal proprietario che a seguito di un coinvolgimento emotivo. La frequenza, così come la intensità potranno modificarsi nel corso del tempo.

Non è infrequente assistere alle crisi classiche tonico-cloniche con spasmi violenti della muscolatura corporea, perdita di coscienza, irrigidimento degli arti, atassia, caduta sul fianco. La fase tonica prevale nella fase di irrigidimento degli arti spesso con contemporaneo opistotono e digrignamento dei denti, atteggiamenti simil-tetanici, alterazioni delle funzioni autonome (midriasi, ipersalivazione, perdita involontaria di urine e feci).

Nei cani Brachicefali non devono essere sottovalutate difficoltà respiratorie dovuti alla convulsione della componente muscolare faringo-laringea.

Potrà seguire una fase clonica, tipico l’atteggiamento di pedalamento degli arti e qualora rilevabili movimenti masticatori a vuoto, altre volte gli arti anteriori potranno presentare la fase tonica (spastica) diversamente quelli posteriori la fase clonica (pedalamento).

La fase ictale potrebbe risultare piuttosto violenta ed intensa, potrebbero associarsi rotolamenti, tremori, sobbalzi del corpo, guaiti, pianti , urla ecc.. soprattutto nelle razze “Pet”.

3. Fase post-ictale

Segue la fase post-ictale di durata ed intensità variabile da pochi secondi fino a qualche giorno. Talvolta il paziente sembra recuperare rapidamente le condizioni di normalità, altre volte questa fase può perdurare a lungo ed esitare in uno stato di alterazione del sensorio, disorientamento soprattutto in pazienti che hanno manifestato crisi notturne o nelle prime ore del mattino, in tal caso il recupero funzionale richiederà più tempo.

Possibili esiti:

debolezza, stordimento, depressione, sonnolenza, stato stuporoso, permanenza di atteggiamenti stereotipati, amaurosi transitoria, midriasi, polifagia incontrollata, polidipsia, disorientamento, andatura compulsiva, sguardo fisso, paure vaghe, vocalizzazioni immotivate, cecità transitoria.

Gli animali che soffrono di crisi “a grappolo” nell’arco delle 24 ore potrebbero presentare questa fase decisamente più prolungata in termini temporali.

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