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I sette principi fondamentali dell’Omeopatia

I setti principi fondamentali dell’Omeopatia

1) La Legge della similitudine o di analogia

2) Il Principio del rimedio unico

3) Il Principio della dose minima

4) La Legge della direzione della terapia (Legge di Hering)

5) Il Principio della soppressione (inibizione patologica)

6) La Teoria delle malattie croniche

7) Il Principio del monismo (vitalismo).

La corretta applicazione di questi principi è una vera arte per il medico ma occorre aggiungere una accurata conoscenza ed esame del paziente, la minuziosa e fedele osservazione dello stesso e delle manifestazioni (sintomi) della sua malattia.

pestello rimedi

Abbiamo parlato della Legge della Similitudine e dobbiamo discutere ora della seconda e terza Legge: il rimedio unico e la dose minima.

Mentre la Legge della Similitudine deve sempre essere applicata, Hahnemann stabilisce: «il tempo della perfetta conoscenza dei farmaci e della perfetta arte della salute, verrà quando i medici affideranno la cura completa di un caso di malattia ad un unico farmaco (sostanza medicinale) quando cioè verranno adoperate sostanze medicinali singole, i cui effetti positivi sono già stati accertati (sintomi puri sull’uomo sano), ed i quali presentano nella loro sperimentazione, gruppi di sintomi molto simili a quelli presentati dal caso della malattia in esame…»

E più avanti «in alcun caso di cura è necessario (e per questa ragione soltanto non è concepibile) l’uso di più che una semplice sostanza medicinale alla volta. In omeopatia, la sola fedele, semplice e razionale scienza della salute, è assolutamente non concesso dare ad un paziente nello stesso tempo due differenti sostanze medicinali»…

La necessità della terza Legge della Medicina omeopatica, deriva da precise osservazioni di Hahnemann, secondo cui quando si prescriveva il rimedio simile nei dosaggi di quel tempo, inizialmente si notava un aggravamento della malattia. Da questo Egli dedusse che le dosi prescritte per quei tempi erano troppo forti, ed iniziò a diluire i rimedi secondo linee strettamente matematiche. Con questo metodo egli stabili che non solo non si osservava aggravamento da medicinale, ma che l’attività delle sostanze così trattate aumentava.

Da queste osservazioni egli osservò che la riduzione matematica (diluizione + succussione = potentizzazione del farmaco) dell’insieme dei vari farmaci segna un nuovo passo nei rapporti con malati e malattie.

il metodo della riduzione della dose sarà trattato più avanti con maggiori dettagli. Si deve sottolineare che Hahnemann applica questo metodo nel trattamento di tutti i soggetti ammalati ed invariabilmente stabilisce che si possono curare malattie anche quando gli altri metodi falliscono.

NB. Si consiglia di rileggere accuratamente i cap. I e Il di «Omeopatia: I principi e l’arte del curare» di H. A. Roberts (ediz. Mediterranea Roma) ed inoltre le prime 5 Lezioni delle «Lezioni di Omeopatia» di J. T. Kent (ediz. Edium Mi).

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