Immunodeficienza felina: diagnosi

Diagnosi

Dott.ssa Claire Palopoli – claire.palopoli@libero.it

Al contrario di ciò che accade per la diagnosi dell’infezione da FeLV, che si basa sulla ricerca del virus, nell’infezione da FIV questa è basata sulla ricerca degli anticorpi rilevabili in seguito alla sieroconversione che si realizza circa 2-4 settimane dopo l’infezione.

Il FIV infatti non produce particelle antigeniche in quantità sufficienti da poter essere rilevate nel sangue o in altri fluidi biologici, quindi i test diagnostici mirano al rilevamento del titolo anticorpale.

Le tecniche più frequentemente utilizzate sono l’ELISA, l’IFI (immunofluorescenza indiretta) e il Western blot.

La maggior parte dei kit diagnostici presenti in commercio utilizza la tecnica ELISA (sono gli snap-test utilizzati di routine in quasi tutti gli ambulatori) che è molto sensibile: molto rari sono i falsi-negativi legati a un insufficiente titolo anticorpale durante le prime fasi dell’infezione o ad una scarsa risposta immunitaria, mentre si verificano più facilmente falsi-positivi, circa un terzo dei casi, a causa della sieroprevalenza regionale.

Anche l’utilizzo di sangue intero o con EDTA può dare luogo a falsi positivi o a difficoltà interpretative.

Per questo motivo un gatto con test ELISA-positivo anderebbe sempre ritestato mediante IFI o Western-blot, in particolare se asintomatico o a basso rischio di infezione.

Un’altra tecnica utilizzata, anche se non frequentemente, è la PCR su sangue intero, capace di rilevare il virus stesso tramite l’amplificazione del genoma virale. Questa tecnica è utile soprattutto nei portatori asintomatici o in quei gatti sospetti di infezione, ma con titoli anticorpali negativi o indeterminati.

È fondamentale ricordare che i gattini al di sotto dei 6 mesi di età non andrebbero testati, dal momento che il risultato del test non ha valore diagnostico: i gattini nati da madri positive infatti difficilmente, o comunque non necessariamente, contraggono a loro volta l’infezione, ma assorbono sicuramente gli anticorpi materni tramite il colostro e, effettuando i test, si ottengono facilmente dei falsi-positivi.

Tali anticorpi possono persistere fino a circa 6 mesi prima di declinare, di conseguenza è indicato aspettare il sesto mese di vita prima di eseguire il test.

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