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Inquadramento diagnostico

Inquadramento diagnostico

Dott. Fabio Antonioni

Con la esclusione delle epilessia idiopatiche o primaria (EI) le cui cause restano per ora non ancora definibili, è possibile adottare un sistema di classificazione delle ME in relazione alle affezioni o turbe che colpiscono il SNC attraverso un semplice metodo mnemonico che prevede un acronimo proposto dalla Università di Berna “VITAMIN D”:

1. Vascolari

2. Infiammatorie

3. Traumi

4. Anomalie congenite

5. Metaboliche

6. Idiopatiche

7. Neoplastiche

8. Degenerative

Vediamole brevemente:

1. Vascolari : ad esordio acuto e lateralizzate. Le malattie cerebrovascolari tendono a modificare la struttura e la architettura cellulare con alterazioni a carico della rete dei neurotrasmettitori (es: Glutamato), la presenza di emboli o trombi tendono ad impedire una corretta irrorazione delle strutture cerebrali superiori. Segnalate più frequentemente nel gatto, pensiamo ad emorragie traumatiche, fenomeni ischemici, intossicazione di veleni ad azione emorragipara, deficit coagulativi. Da segnalare la encefalopatia ischemica del gatto a seguito della occlusione della arteria cerebrale media, ancora la policitemia quale possibile causa di anossia cerebrale e conseguente trombosi. In generale quasi sempre secondarie ad affezioni sistemiche e diagnosticate con RMN. Da non sottovalutare la presenza di shunt porto sistemici.

2. Infiammatorie: possono essere multifocali e non lateralizzate. Spesso esordiscono con ipertermia e le caratteristiche della infiammazione. Tutte le cause primarie o secondarie infettive o non infettive o parassitarie possono provocare meningoencefaliti (GME- meningoencefalite granulomatosa) responsabili di crisi epilettiche. Esistono encefaliti specifiche come quelle di alcune razze come il Carlino o Yorkshire Terrier, oppure provocate da agenti infettivi come il Virus del Cimurro (Morbillivirus) o Neospora Caninum o Borrelliosi nel cane, il Toxoplasma o il Virus della FIP nel gatto ne sono validi esempi. Ancora malattie micotiche come Criptococcosi, Blastomicosi, ascessi da corpi estranei, da non sottovalutare eventuali edemi quali sequele di traumi, anomalie congenite. Da segnalare ancora la encefalite necrotizzante dello Yorkshire Terrier la encefalite nel Carlino e Maltese italiano o quella che colpisce il Pointer.

3. Traumatiche: in genere danno vita a crisi acute e non progressive, pensiamo a traumi cranici, commozioni cerebrali, il quadro clinico può risultare polimorfo.

4. Anomalie congenite ed ereditarie: esordio cronico solitamente non lateralizzate riscontrabili in cuccioli di poche settimane o mesi di vita. Possono essere soggetti a crisi epilettiche progressive a seguito di patologie metaboliche di natura ereditaria e a seguito di malformazioni congenite del sistema nervoso (idrocefalia, ipoplasie, lissencefalia, porencefalia, idromielia, siringomielia ecc..) e di altri apparati. È stata dimostrata una chiara componente ereditaria in alcune razze canine (Golden Retriever o Belga Tervueren) oppure nei Bassotti dove uno studio internazionale ha permesso di identificare un gene responsabile di una delle forme più gravi di epilessia conosciuta in campo umano conosciuta con il nome di malattia di Lafora o sindrome di Unverricht-Lundborg che è una patologia a carattere familiare in grado di produrre danni cerebrali progressivi fino alla morte dopo 10 anni. Sembra che la mutazione a carico del gene EPM2B impedendone il corretto funzionamento sia in grado di provocare tale sindrome che solitamente nei cani assume un carattere decisamente meno aggressivo.

5. Tossiche, metaboliche: esiti di ipossia neonatale, ingestione di sostanze tossiche , turbe ormonali. Tra le sostanze tossiche è bene citare: metalli pesanti (Fe, Ars, Pb, Zn), metaldeide (lumachicida o combustibile di piccole stufe), stricnina (pesticida), insetticidi organofosforici, glicole etilenico (antigelo), antibiotici amino glicosidici. Tra le possibili cause metaboliche scatenanti: ipoglicemia, insufficienza epatica o epatopatie, ipotiroidismo (cane anziano), ipertiroidismo (gatto), insufficienza renale, insufficienze pancreatiche, squilibri elettrolitici. Queste ultime sono le più complesse per la loro evoluzione non sempre facilmente definibile, piuttosto altalenante ed irregolare. Da non sottovalutare le carenze vitaminiche di Tiamina e le infestazioni parassitarie ed i disturbi cardiaci (aritmie).

6. Idiopatiche: rientrano in questa categoria le ME prive di possibile identificazione eziologica, rappresenta spesso una diagnosi per esclusione (Epilessia idiopatica).

7. Neoplasie: possono avere un esordio subacuto o cronico e lateralizzate. Esistono neoplasie primarie che coinvolgono le cellule del SNC come gli astrociti, gli oligodendrociti, le meningi, i plessi coroidei, pertanto potranno essere rappresentati da teratomi, meningiomi ( gatti o cani anziani di razzedolicocefale), gliomi (astrocitomi, oligodendrogliomi, glioblastomi multiformi in razze brachicefale) ependimomi, linfosarcomi, papillomi dei plessi corioidei oppure si tratta di neoplasie che colpiscono aree adiacenti al cervello come le cavità nasali, la scatola cranica o la muscolatura cranio-facciale. Ancora metastasi (tumore epatico, splenico, prostatico, adenocarcinoma mammario, emangiosarcomi, insulinomi, leiomiomi ecc..) o linfomi multicentrici. Le razze brachicefale sono maggiormente predisposti a neoplasie primarie.

8. Degenerative: solitamente a carattere cronico a lenta progressione, non lateralizzate. Più facile in cani anziani in genere con patologie correlate alla fase di invecchiamento o quale conseguenza di malattie metaboliche, neoplastiche o degenerative a carico del sistema nervoso come alcune forme di mielopatia degenerativa, ipomielinogenesi, leucodistrofie ecc..

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