La degenerazione vacuolare

La degenerazione vacuolare

Dott.ssa Chiara Scerna – chiara.scr@alice.it

Definizione.
Processo regressivo, distrofico e degenerativo che colpisce il sistema fagolisosomiale, caratterizzato dalla comparsa di vacuoli di differenti dimensioni all’interno del citoplasma cellulare (degenerazione microvacuolare e macrovacuolare).
I vacuoli si formano a seguito dell’accumulo intracellulare di sostanze (acqua, lipidi, glicogeno e proteine) sia per deficit nei meccanismi di eliminazione che per ridotto metabolismo di queste stesse sostanze prodotte dalla cellula o di derivazione plasmatica.
La degenerazione vacuolare interessa gli organi parenchimatosi ed al livello epatico, in conseguenza a fenomeni di ipossia, l’alterata permeabilità di membrana favorisce l’ingresso delle sostanze plasmatiche che danno origine ad una prima forma di edema; successivamente la cellula assume la caratteristica forma schiumosa per formazione dei vacuoli.

I vacuoli che si vengono a formare possono essere sia di piccole dimensioni, se il passaggio di sostanze avviene per pinocitosi (processo mediante il quale le cellule assumono liquidi), che di dimensioni maggiori, se il trasporto è per fagocitosi (processo mediante il quale le cellule assumono sostanze organiche ed inorganiche).

Nella cellula tali sostanze vengono accumulate nei fagosomi che fondendosi successivamente con i lisosomi formano il fagolisosoma o lisosoma secondario.

1)     Aumento delle sostanze in ingresso: l’alterata permeabilità di membrana favorisce l’introduzione massiva di sostanze che vanno a formare il substrato su cui agiscono gli enzimi litici; il materiale in eccesso causa uno sbilanciamento del rapporto enzima-substrato con conseguente accumulo di materiale non degradato.
2)     Carenza degli enzimi litici: la mancanza di uno o più enzimi per difetti genetici (malattie lisosomiali) o l’assenza di un enzima specifico per un determinato substrato non degradabile comporta l’accumulo di sostanze e la formazione di vacuoli per deficit metabolico; gli enzimi litici possono anche essere presenti in quantità normali ma inibiti dall’azione di farmaci che ne alterano la funzione.
3)     Mancata formazione del fagolisosoma: quando è alterata la fusione tra il lisosoma ed il fagosoma viene bloccata la capacità di demolizione della cellula nei confronti delle sostanze che devono essere degradate e metabolizzate. Alcuni farmaci come il cortisone inibiscono proprio la formazione dei fagolisosomi impedendone la fusione.
Alla base della degenerazione vacuolare vi è un’alterazione di queste tre fasi con conseguente accumulo di sostanze all’interno della cellula e formazione di vacuoli:

I farmaci steroidei (es. cortisone) possono causare una degenerazione vacuolare da accumulo di glicogeno; negli epatociti interessati dal fenomeno degenerativo si evidenzia la riduzione della basofilia citoplasmatica, più evidente alla periferia, e la comparsa di vacuoli frequentemente localizzati ai bordi delle cellule epatiche.

Le degenerazioni vacuolari sono di frequente riscontro nel cane, vengono diagnosticate al livello istologico e sono associate a numerose patologie endocrine, idiopatiche e iatrogene.

Bibliografia: P.S. Marcato “Patologia sistematica veterinaria” Edagricole, 2002.
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Stephen J. Birchard, Robert G. Sherding “Medicina e chirurgia degli animali da compagnia. Manuale pratico” Terza edizione Elsevier Masson. 2009.

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