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Leishmaniosi: patogenesi

Patogenesi

Dott.ssa Simona Foti fotisimona@libero.it www.simonafoti.com

Dopo la puntura della zanzara intervengono i sistemi difensivi dell’organismo. Il primo meccanismo di difesa è quello dei macrofagi che fagocitano i promastigoti. Nel caso della Leishmania non solo risultano inefficaci, ma in più la proteggono da ulteriori attacchi del sistema immunitario. Infatti è proprio all’ interno dei monociti/macrofagi che essa si riproduce fino a determinarne la lisi per poi, libera in circolo, colonizzarne altri e diffondersi nei tessuti ricchi di elementi del sistema monocito-macrofagico: milza, midollo osseo e linfonodi.

In un secondo tempo agiscono i linfociti Th1,  produttori di anticorpi anti-Leishmania ed i linfociti Th2, precursori di cellule killer che distruggono i macrofagi infetti. Tipica è la predominanza di una tipologia di linfociti T rispetto ad una altra. Tale differente risposta immutaria sembra dipendere da fattori genetici o concomitanti come patologie preesistenti, farmaci, parassitosi, ecc. La predominanza dei linfociti Th1 determina cani infetti ma clinicamente sani mentre un’ esagerata risposta dei linfociti Th2 con lieve risposta dei Th-1 determina infezione e malattia con tendenza all’immunosoppressione. La resistenza è quindi legata ad una risposta associataed efficace dei linfociti Th1 e Th2.

da "Classical Homeopathy and Canine Leishmaniasis" di Roberto Orsi DMV

La leishmania quindi, da un lato, sfrutta i macrofagi per la sua replicazione, dall’altro, stimola una continua produzione anticorpale che, se non efficace, determina la formazione di immunocomplessi (complessi anticorpo-antigene) responsabili di danni a livello renale, vascolare, articolare, oculare, delle meningi e delle cellule sanguigne (piastrine ed eritrociti).

Tutto ciò determina nella pratica clinica due eventualità estremamente differenti: una porta all’autodifesa del cane che mantiene sotto controllo le leishmanie fino, a volte, a negativizzarsi; l’altra al verificarsi dell’infezione e dei sintomi, perché il sistema immunitario dell’organismo non efficace innesca un meccanismo che porta all’autodistruzione.

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