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Leucemia felina: prevenzione

Prevenzione

Dott.ssa Claire Palopoli – claire.palopoli@libero.it

Da quanto evidenziato, si comprende facilmente l’importanza della prevenzione come importantissima modalità di controllo nella diffusione della malattia.

Una profilassi corretta ancora oggi rimane il metodo più sicuro nell’impedire lo sviluppo di questa temibile patologia.

In questo senso si consiglia di sottoporre a test ogni gatto malato, in particolare i soggetti con forme recidivanti e che provengono da ambienti a rischio o di cui non si conoscono le origini.

Qualora inoltre si voglia introdurre un nuovo soggetto in un ambiente in cui già vivano uno o più gatti, questo va sottoposto tassativamente al test anche se all’apparenza risulta essere un soggetto perfettamente sano (potrebbe infatti mostrare i sintomi dell’infezione più tardivamente).

Dovrebbe anche essere eseguito un controllo periodico in quei gatti che sono costantemente a rischio di infezione, come i gatti randagi o quelli che vivono in colonie feline, o anche quei gatti di proprietà che hanno però libero accesso all’esterno.

Rimane il fatto che, da quanto evidenziato nei precedenti paragrafi, è particolarmente difficile conoscere la reale situazione dei gatti, soprattutto randagi, che sono venuti a contatto con il FeLV e che apparentemente sono guariti poiché potrebbero sia aver effettivamente debellato l’infezione, sia essere diventati portatori latenti.

Nonostante questa incertezza rimane fondamentale sottoporre ai tests tutti i gatti domestici.

È imperativo evidenziare e isolare, per quanto possibile, i gatti persistentemente viremici che sono la principale fonte di trasmissione del virus.

Altra arma di prevenzione è il vaccino.

Il primo vaccino anti-FeLV è stato prodotto nel 1985, e da quel momento ha subito varie modifiche, ma la capacità dei retrovirus, e quindi anche del FeLV, di integrarsi nel genoma dell’ospite ha sempre reso particolarmente arduo trovare un vaccino che fosse pienamente efficace.

Oggi esistono diversi vaccini anti-FeLV autorizzati, alcuni sono di tipo attenuato, altri di tipo ricombinante; in Italia in particolare vengono utilizzati solo vaccini di tipo inattivato, sia monovalenti che polivalenti.

Comunque sia nessun vaccino presente in commercio offre una protezione del 100%.

Esiste inoltre una relazione tra la vaccinazione e lo sviluppo di sarcomi particolarmente aggressivi nel punto di inoculo, causata forse dagli adiuvanti contenuti nei vaccini.

Per questo si consiglia di sottoporre a vaccinazione solo i gatti che, avendo libero accesso all’esterno, hanno la possibilità di contatto con soggetti potenzialmente infetti.

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