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Megaesofago: diagnosi

Diagnosi

Dott.ssa Chiara Scerna – chiara.scr@alice.it

La diagnosi di megaesofago, che sia idiopatico, congenito, acquisito, focale o diffuso avviene tramite tutta una serie di indagini volte a stabilirne la causa; il megaesofago idiopatico, ad esempio, è una diagnosi che avviene per esclusione, dopo aver considerato tutte le patologie che possono causare la dilatazione esofagea.

Il segnalamento e l’anamnesi sono di valido aiuto nella diagnosi differenziale per scremare inizialmente il ventaglio di patologie da prendere in considerazione come causa di megaesofago.

Radiografia ed endoscopia:

L’indagine radiografica, effettuata anche con l’ausilio di mezzi di contrasto (pasto baritato), permette di apprezzare la dilatazione esofagea, sia focale che diffusa, e la presenza di eventuali tratti ostruiti. L’esofagografia opaca è da valutare attentamente per il pericolo di polmonite ab ingestis e per la possibile presenza di disfagia, segno clinico frequentemente associato al megaesofago; in caso di sospetto megaesofago con perforazione è preferibile utilizzare mezzi di contrasto iodati idrosolubili. La radiografia toracica può essere utile anche per diagnosticare la presenza di masse, patologie interessanti il mediastino e ripercussioni polmonari (pattern polmonari).

La fluoroscopia con mezzo di contrasto evidenzia le alterazioni della motilità tramite la valutazione della peristalsi esofagea.

L’esofagoscopia e l’esame bioptico sono utili per la diagnosi di patologie ostruttive, per il trattamento di eventuali restringimenti, per la valutazione di stati infiammatori dell’esofago e per la diagnosi istocitologica di possibili masse tumorali; attraverso l’esame endoscopico è possibile apprezzare la dilatazione esofagea ed eventualmente rimuovere corpi estranei.

In caso di patologie neuromuscolari (polimiosite, polineuropatia, dermatomiosite, myasthenia gravis, ecc..) l’elettromiografia è un’indagine strumentale utile per la valutazione dello stato funzionale di muscoli e nervi periferici.

Aspetti radiografici

Aspetti endoscopici

Esami di laboratorio:
Il sintomo principe del megaesofago è il rigurgito; tale manifestazione clinica è comune a numerosissime altre patologie che vanno a costituire la diagnosi differenziale della dilatazione esofagea.
Quando un paziente viene portato a visita perché manifesta rigurgito l’approccio sicuramente più corretto è quello di indagarne la causa attraverso gli esami di laboratorio.
Effettuare un profilo ematobiochimico può risultare utile per evidenziare eventuali patologie immunomediate, stati infiammatori ed infettivi, alterazioni endocrine, possibili intossicazioni/avvelenamenti, ripercussioni sistemiche o complicanze del megaesofago.
Indagini più specifiche vengono intraprese nei confronti di sospetta:

  • Myasthenia gravis, tramite valutazione degli anticorpi anti recettori-ACh (anti-acetilcolina);
  • miopatia, valutando i livelli sierici dell’enzima CPK (creatinfosfochinasi) presente nell’organismo al livello muscolare, miocardico e, in percentuale minore, cerebrale;
  • ingestione di pesticidi ad attività anticolinesterasica (organo fosforici);
  • endocrinopatia, tramite esami specifici per la valutazione diagnostica dell’asse ipofisi-surrene e della tiroide;
  • polimiosite, attraverso l’esame bioptico del muscolo e l’elettromiografia;
  • patologia del SNC mediante prelievo del liquor;
  • Lupus, con la valutazione degli anticorpi anti nucleo;
  • intossicazione/avvelenamento da metalli pesanti, con la piombemia.

Bibliografia:
Michael Schaer “Medicina clinica del cane e del gatto” Edizione Masson Elsevier. Milano. 2006.
Ettinger SJ, Feldman EC “Trattato di Clinica Medica Veterinaria: malattie del cane e del gatto” vol. 1-2 Antonio Delfino Editore, 2001
J. K. Kealy,H. McAlliste “Radiologia e ecografia diagnostiche del cane e del gatto” Edizioni Elsevier Italia Srl. Milano. 2006.

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