Memoria dell’acqua

 

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  • Jacques Benveniste è nato a Parigi nel 1935, ed è stato Direttore di ricerca emerito all’Insern (l’istituto nazionale per la sanità e la ricerca medica), premiato con la medaglia d’argento al CNRS (il centro nazionale ricerche) e nel corso della sua vita ha scritto oltre 300 pubblicazioni scientifiche per le riviste più prestigiose al mondo. Osannato e premiato dalla comunità scientifica, ad un certo punto, tutti gli hanno voltato le spalle attaccandolo in maniera vergognosa. Viene da domandarsi, perché una figura così autorevole ha subito attacchi diretti e feroci dalla scienza ortodossa, dai suoi stessi amici e colleghi di lavoro? (continua)

di Roberto Germano – Fisico della materia e amministratore unico della Promete, spin off INFM

Il paradigma biofisico e le evidenze scientifiche.

Anche l’acqua, la principale costituente dei liquidi biologici e delle cellule, ha una struttura e un “comportamento” dinamici. L’acqua,nonstante la semplicità della molecola, manifesta un comportamento complesso nelle transizioni di fase ed allo stato liquido (continua)

Questo sito si rivolge a tutte le persone che vogliono affrontare consapevolmente un cammino di guarigione, prendendo in cura la propria persona in modo originale e globale grazie ad una medicina naturale che tiene conto di un processo di ricerca che si avvale di cognizioni di neuro-scienze e applicazioni di fisica quantistica.

 

 

 

  • Team italiano e francese, nuova scoperta della fisica” – La prestigiosa rivista scientifica Journal of Physics ha pubblicato il lavoro di ricerca “DNA, waves and water” condotto sull’asse Italia – Francia dal Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier e dal fisico Emilio Del Giudice. Nuove prospettive sul funzionamento dei medicinali omeopatici e omotossicologici
  • Memoria dell’acqua: si riaccende il dibattito sull’omeopatia” – articolo di Mario Pappagallo, da Corrieredellasera.it. Il Dna è in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso. Frequenze che in passato, nel corso di un esperimento, furono trasformate in suoni. La voce del Dna. Insomma, il Dna «comunica» all’acqua che memorizza e divulga il messaggio.