Patogenesi

Patogenesi

Dott.ssa Dissegna Chiara – chiara.dissegna@libero.it

Un gatto può infettarsi per via nasale, orale o congiuntivale. Il virus replica principalmente nel tessuto orale e respiratorio, anche se i ceppi variano nella patogenicità e nel tropismo per i tessuti, così da rendere possibile il riscontro del virus in organi vari, nelle feci e occasionalmente urine.

FCV associato a lesioni orali e delle alte vie respiratorie. Le ulcerazioni orali sono il riscontro più frequente nell’infezione da FCV.

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Le ulcere nascono come vescicole, tipicamente ai margini della lingua (possibili anche altre localizzazioni) che poi si rompono, con necrosi dell’epitelio che le ricopriva e infiltrazioni di neutrofili alla periferia e alla base. La guarigione avviene in genere dopo un periodo di 2 o 3 settimane. Le lesioni polmonari occorrono invece più raramente; esse partono da un iniziale alveolite focale per poi evolvere in polmonite essudativa e infine in una forma di polmonite interstiziale proliferativa.

FCV associato a zoppia. Le lesioni che si apprezzano nelle articolazioni dei gatti affetti da questa patologia consistono in una sinovite acuta con ispessimento della membrana sinoviale e un aumento in quantità del liquido sinoviale all’interno dell’articolazione. Gli antigeni virali sono stati identificati nei macrofagi della membrana sinoviale dei gatti malati.

FCV associato a malattia virulenta sistemica. Poco ancora si conosce, ma è chiaro che nei casi di VSD il virus riesce ad entrare in compartimenti cellulari che normalmente non sono vengono interessati dal calicivirus. Le lesioni sono varie e includono edema sottocutaneo, ulcerazioni della bocca e vari gradi di ulcerazione della cute, Le altre lesioni sono molto variabili e includono polmonite bronchiolointerstiziale e necrosi nel fegato, milza e pancreas. L’antigene virale è stato ritrovato nella pelle, mucosa nasale, polmone, pancreas e cellule endoteliali del derma associato a necrosi.