Polonia: uno sguardo sulla storia dell’omeopatia del paese

POLONIA

Uno sguardo sulla storia dell’Omeopatia nel Paese che ospiterà dal 26 al 30 agosto il 64° Congresso della LMHI (Lega internazionale dei medici omeopati)

di Pietro Gulia
tratto da “Il granulo”, n. 10, autunno 2009

La storia della Polonia dal Settecento fino alla Prima Guerra Mondiale è consistita in alternanza  di spartizioni (ben tre) del Paese  a favore dei potenti vicini (Russia, Impero Austro-Ungarico, Prussia) e di temporanee ricostituzioni  dello Stato polacco, come durante la breve era napoleonica. Nella prima metà dell’Ottocento i territori dell’attuale  Polonia, in gran parte compresi nell’immenso impero russo ed in  quello asburgico,  furono  raggiunti dall’espansione verso est dell’Omeopatia. Medici russi la introdussero  nel Paese, dove  trovò  terreno fertile: tra i primi medici omeopati polacchi, segnaliamo il dott.Czerminski che, come altri colleghi nel resto d’Europa, ebbe ottimi risultati nel trattamento dell’epidemia di colera che colpì il paese a partire dal 1831. Tra i vari omeopati polacchi diquel tempo fanno spicco: il dott.Stefan Kuczynski (1832-1893) e il dott. Antoni Kaczkowski (1825- 1884). Nel 1869, a Varsavia, Kuczynski insieme a due colleghi aprì il primo ambulatorio omeopatico. Kaczkowski, medico convenzionale convertitosi all’omeopatia, fu il direttore de L’omeopata polacco, primo giornale omeopatico pubblicato dal 1861; inoltre, fu autore del primo manuale d’omeopatia e del primo trattato di Materia medica (= farmacologia clinica) in polacco, dati alle stampe nel 1876.

Tra il 1870 ed il 1900 in Polonia l’omeopatia conobbe un boom:Immagine 6 lo attestano la frequente pubblicazione d’articoli sull’argomento nei giornali, il fiorire d’iniziative editoriali, l’istituzione d’associazioni mediche, il sorgere nelle maggiori città d’ambulatori. All’inizio furono i ceti culturalmente ed economicamente più alti a servirsi della nuova metodica di cura: docenti, alto borghesi, aristocratici, ecclesiastici (Tra i fautori dell’omeopatia illustri polacchi come F. Chopin e M. Sklodowska Curie, premio Nobel per la Fisica e la Chimica). Progressivamente l’omeopatia si estese alle classi meno abbienti: inaugurato nella tarda estate del 1894, il dispensario dell’Associazione dei Seguaci dell’Omeopatia di Polonia (fondata a Varsavia nel 1892) fu visitato in cinque mesi da 1.192 pazienti e da 4.185 l’anno successivo, nel 1901 i pazienti visitati furono 5.038 e, di loro, 1.010 ricevettero visite e farmaci gratuitamente. Al dispensario era annessa una farmacia autorizzata a produrre medicinali omeopatici. Una prima farmacia omeopatica aveva iniziato la sua attività a Varsavia nel 1877, in locali donati dal generale Stanislaw Kierbedz.

Nel 1902 fece la comparsa il giornale mensile Lekarz Homeopata (“Il Medico Omeopata”) organo della sopra menzionata Associazione. La Prima Guerra Mondiale determinò un arresto delle iniziative omeopatiche, rapidamente riprese alla fine del conflitto dopo la ricostituzione di uno stato polacco indipendente con i trattati di Versailles del 1919 e di Riga del 1921.

Nel 1930 la Polonia diventava membro della LMHI (Lega Omeopatica Internazionale); nel corso degli anni ’30 giornali di medicina ospitavano di frequente articoli d’omeopatia; nel Giugno 1937 l’Associazione approvò il progetto di costruzione di un ospedale omeopatico nel centro di Varsavia. L’ultima riunione dell’Associazione,tenutasi il 21 Maggio 1939, pianificò il Congresso della LMHI da tenersi in Varsavia nel successivo 1942. L’invasione nazista vanificò la vitalità di queste iniziative e stese il suo tragico velo di morte e distruzione sul Paese e sul resto del mondo.

Immagine 5Il 10 Luglio 1946, in una Polonia uscita massacrata dalla guerra, un pugno d’omeopati sopravvissuti si riunì per riprendere l’attività dell’Associazione. Appena un anno dopo, a Varsavia, una farmacia omeopatica ed un ambulatorio erano aperti al pubblico: come attestano i registri, in poco tempo il giro di affari della farmacia lievitò, testimonianza delle radici che la medicina omeopatica aveva nella popolazione. Con l’avvento del regime comunista la situazione si fece più difficile. Apparentemente tollerata, in realtà molti furono gli ostacoli posti all’omeopatia: rifiutata la pubblicazione dimolti articoli sulla Sluzba Zdrowia (“La Sanità”) organo ufficiale delMinistero della Salute; le farmacie nazionalizzate (nel 1956 si autorizzò l’importazione di medicinali omeopatici dalla confinante Repubblica De m o c r a t i c a Tedesca, la DDR, a regime comunista); funzionari ministeriali convinti dell’inutilità de l l’omeopa t i a esercitarono pressioni sui membri dell’Associazione affinché rinunciassero a farne parte, con l’obiettivo di giungere al definitivo scioglimento della stessa, considerata inaccettabile la sua autonomia. Gli omeopati polacchi, con fede nelle proprie convinzioni,coraggio e tenacia, tennero duro, anche se corsi regolari per medici furono in pratica sospesi fino al 1978. Alla fine degli anni settanta il dott. Jerzy Lozowski, che aveva studiato omeopatia in Germania, si attivò per ridare vita all’insegnamento dell’omeopatia.

Nel 1980 s’inaugurò il primo Corso di Introduzione all’Omeopatia, con la partecipazione di 18 tra medici e farmacisti. Dal 1981, a causa della legge marziale istituita dal regime militare comunista in reazione alla protesta popolare guidata dal movimento Solidarno , la possibilità di tenere meetings periodici d’insegnamento incontrò difficoltà pratiche e burocratiche: ogni singola riunione doveva essere vagliata ed autorizzata dalle autorità! Malgrado ciò, per esempio, nel corso del 1983 a Poznan furono tenuti 17 incontri con la partecipazione di più di 100 medici. In quegli anni difficili, altri corsi si tennero regolarmente a Varsavia, Gdansk, Cracovia, città dove nacque il primo Circolo Omeopatico Studentesco.

La caduta del muro di Berlino diede nuovo impulso alla democratizzazione del Paese in tutti i campi. Articoli d’omeopatia furono di nuovo pubblicati su giornali farmaceutici, furono discusse tesi di laurea sull’azione dei medicamenti omeopatici sugli animali di laboratorio, nel Giugno del 1991 apparve la rivista trimestrale Omeopatia Polacca e nel Novembre dello stesso anno una lista di 600 medicamenti omeopatici fu inserita nella Farmacopea Ufficiale! In pochi anni dall’ingresso nella Comunità Europea, secondo dati ufficiali, la Polonia è giunta a piazzarsi all’ottavo posto tra gli stati europei in cui l’omeopatia è più diffusa: Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Belgio, Regno Unito, Polonia.

Ovviamente, l’opposizione pregiudiziale non si è spenta: la diffusione dell’omeopatia tra la classe medica e la crescita tra la popolazione avutasi negli ultimi 20 anni hanno suscitato preoccupazione negli ambienti medici convenzionali più retrivi e contrari al progresso, culminata in una risoluzione contro l’omeopatia del 4 Aprile 2008 emessa dal Supremo (sic) Consiglio Medico di Polonia!

Auguriamo che il congresso della LMHI dell’Agosto 2009 a Varsavia, che riunirà centinaia di omeopati provenienti dai 5 continenti, sia un ulteriore dimostrazione della vitalità e validità clinica della Medicina Omeopatica e dia un contributo di fattiva solidarietà all’encomiabile tenacia degli omeopati polacchi.