Profilassi vaccinale

Profilassi vaccinale

Dott.ssa Dissegna Chiara – chiara.dissegna@libero.it

vaccinazione

Esistono molti tipi di vaccini per FCV. Sono generalmente considerati sicuri e capaci di ridurre e prevenire i sintomi classici orali e respiratori, ma non proteggono contro l’infezione e lo sviluppo dello stato di portatore. L’evidenza sul campo mostra come i vaccini non proteggano dalla forma virulenta sistemica, visto il picco di questa forma nei gatti vaccinati.

Tutti i vaccini in commercio sono fatti dall’antigene virale completo coltivato su colture cellulari. La maggior parte sono monovalenti (di un unico ceppo) ma recentemente è stato approvato un vaccino bivalente. I vaccini vivi attenuati e inattivati che sono in commercio vengono somministrati per via parenterale. I vaccini vivi invece sono somministrabili per via nasale ed inducono un’immunità mucosale locale. Comunque, poiché il virus replica nel sito di inoculo, segni clinici come leggeri starnuti possono presentarsi dopo qualche giorno in alcuni individui. Se disponibili, i vaccini nasali sono particolarmente utili quando è richiesta rapidamente la protezione, ad esempio quando un gatto viene portato in una colonia. In più, al contrario dei vaccini parenterali, richiedono una sola somministrazione per indurre l’immunità in seguito alla prima vaccinazione.

Il protocollo vaccinale classico prevede l’utilizzo dei vaccini parenterali, con prima somministrazione a 8-9 settimane di vita, seconda a 12 settimane e poi richiamo annuale. L’evidenza però suggerisce che non tutti i gattini sono capaci di rispondere alla vaccinazione a 12 settimane e che quindi in certe circostanze è necessario vaccinare più tardi per superare gli anticorpi materni.

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