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Sperimentazioni pure sui farmaci

Sperimentazione pure sui farmaci

Hahnemann ha dedicato molta parte della sua vita, e con Lui molti altri sperimentatori su loro stessi (la maggior parte sono stati medici), per esperimentare o «provare» rimedi vari nei riguardi delle proprietà intime di procurare sensazioni e salute sugli esseri umani. In Veterinaria potrebbero essere fatte sperimentazioni su animali sani della stessa specie, ma il prezzo economico di tali esperimenti sarebbe oltremodo oneroso.

pestello3D’altronde noi attingiamo a piene mani dalla sperimentazione umana, essendo l’uomo in cima alla scala biologica, e gli effetti dei rimedi possono tranquillamente essere riportati anche per gli animali. L’Allopatia, e per essa l’industria farmaceutica di tutto il mondo fa esattamente il contrario: esperimenta i farmaci su animali inferiori nella scala biologica (per mole, struttura, caratteristiche anatomo-fisiologiche, ecc.) e poi lo trasporta sull’uomo. Questo sembra essere un non senso scientifico.

Queste sperimentazioni pure sulle droghe formano il nucleo della materia medica omeopatica. Vi sono riportate nel semplice linguaggio familiare degli sperimentatori, le sensazioni ed i sintomi che essi notano. Poi il materiale raccolto caso per caso, viene ordinato secondo uno schema prefissato da Hahnemann, ed immesso nella Materia Medica.

Egli stesso dice «dopo un considerevole numero di esperimenti su droghe semplice, effettuato su persone in salute, e dopo che ogni elemento o sintomo di alterazione patologica che queste stesse sostanze sono state capaci di produrre, sono state accuratamente annotate e riordinate in maniera soddisfacente, noi potremo essere in possesso di una Materia Medica fedele.»
E continua «ciò consiste in una raccolta di effetti genuini, puri ed indiscutibili di ogni semplice droga; ciò rispecchia una legge della natura…» e più avanti (par. 143) «Questi sintomi patologici (quelli soggettivi, oggettivi od accidentali, di ogni sperimentatore) sono dunque gli elementi farmacodinamici (omeopatici) delle malattie artificiali «provings» degli anglosassoni). Servendosi di essi si potranno guarire tutte le malattie naturali simili ad essi.

Nel paragrafo 145 dice: «francamente ci vorrebbe un numero molto elevato di medicamenti di cui si conoscesse con esattezza l’azione patogenetica, per trovare contro ciascuna delle innumerevoli malattie naturali esistenti, contro ogni diàtesi, un rimedio omeopatico (rimedio unico), cioè una potenza patogenetica artificiale (curati va) di natura analoga». Dai tempi di Hahnemann sono stati sperimentati molti altri rimedi di nuova natura (oggi il loro numero è di oltre duemila), ma le sperimentazioni purtroppo non sono state tutte molto complete e fedeli. Viviamo in un mondo inquinato (clima, alimentazione, abitudini, stress emotivi, ecc.) e pertanto non è molto semplice reperire soggetti completamente sani e coscienziosi che si possano sottoporre a «provings».
La ricerca pura sulle droghe medicinali, senza alcuna legge per la loro conseguente applicazione nella malattia, sarebbe di scarsa applicazione pratica. Fu soltanto Hahnemann, attraverso la Legge dei Simili, a stabilire per ogni momento la relazione tra medicinale e malattia o tra malattia artificiale (medicamentosa) e malattia naturale, provando che una può neutralizzare o far sparire l’altra; in tal modo la medicina oltre che scientifica è altresì d’ordine pratico.
Ogni farmaco possiede una sua peculiare azione sull’organismo, con la differenza che tutti i farmaci devono essere sperimentati sull’uomo in salute, allo scopo di ottenere una conoscenza accurata dei suoi poteri; gli sperimentatori devono essere coscienziosi e devono essere in grado di descrivere accuratamente le loro sensazioni (di gran lunga migliore è la autosperimentazione sul medico stesso). I farmaci devono essere provati su maschi e femmine allo scopo di rivelare ogni alterazione su persone sane per gli apparati sessuali. Non tutti i sintomi di un farmaco possono apparire su tutti gli sperimentatori, ed ecco lo scopo di non limitarsi a pochi soggetti per ogni prova.
Tutti i vari sintomi del «proving» del farmaco sono successivamente raccolti, selezionati e scritti secondo uno schema prefissato e tutto ciò costituisce la base della Materia Medica pura. Consigliabile la lettura del Cap. XV del libro di Robert «Principi ed arte della cura con l’Omeopatia».

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