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Terapia dell’incontinenza urinaria

Terapia tradizionale

  • Incontinenza urinaria dopo ovariectomia/ovariesterectomia della cagna.

ESTROGENI (Estriolo- Incurin) il trattamento con estrogeni costituiva per alcuni anni la terapia standard. Gli estrogeni che accrescono il tono dello sfintere uretrale interno sensibilizzando i recettori alfa-adrenergici nei confronti di sostanze alfa-agoniste sono oggi scarsamente utilizzati, poichè vengono riconosciuti possibili effetti collaterali, quali depressione del midollo osseo, attrazione di cani maschi e possibile refrattarietà dopo una prolungata terapia.
SIMPATICOMIMETICI: vengono utilizzati per stimolare i recettori alfa del collo della vescica e dell’uretra craniale aumentando il tono dell’uretra e la chiusura dello sfintere (in particolare fenilpropalamina – propalin). Questa può presentare letargia e inappetenza se a dosaggi elevati. L’efficacia della fenilpropalamina è del 90% nella femmina mentre nel maschio ha un’efficacia del 50%.

  • Disordini della minzione da lesione del motoneurone inferiore.

Il trattamento consiste nello svuotamento manuale della vescica tre o quattro volte al giorno. La terapia a lungo termine per questo disordine non ha avuto successo. Le possibili complicazioni sono rappresentate da ustioni da urina, ulcere da decubito e infezioni ricorrenti del tratto urinario. Per aumentare le contrazioni del destrusore si può somministrare un parasimpaticomimetico, il betanecolo.

  • Disordine da lesione del motoneurone superiore.

Bisogna cateterizzare il paziente con tecnica asettica almeno 3 volte al giorno per svuotare completamente la vescica. Non bisogna utilizzare un catetere permanente a causa del rischio di infezione del tratto urinario. Si devono effettuare frequenti analisi dell’urina con urocoltura e antibiogramma. Può essere indicata la concomitante somministrazione di agenti antibatterici, in particolare in caso di cateterizzazione intermittente a lungo termine. Il baclofene, un miorilassante scheletrico, diminuisce il tono muscolare esercitando un effetto depressivo sul sitema nervoso centrale. Questo agente inibisce gli interneuroni midolllari e i riflessi spinali e diminuisce la spasticità riducendo l’attività dei neuroni gamma-efferenti.

  • Dissinergia destrusore-uretrale

Per ridurre la resistenza dello sfintere interno si possono utlizzare degli agenti di blocco alfa-adrenergici (per esempio fenossibenzamina, prazosin e terazosin). Oltre alla sua azione alfa -1- antagonista sulla muscolatura liscia uretrale, il prazosin può causare un calo mediato a livello centrale degli impulsi somatici diretti allo sfintere uretrale esterno. Per ridurre la resistenza dello sfintere esterno si possono utilizzare dei miorilassanti scheletrici (per esempio, baclofene, diazepam e dantrolene).

  • Disautonomia

Le opzioni terapeutiche consistono nella somministrazione di betanecolo e nello svuotamento frequente della vescica mediante cateterizzazione o compressione manuale.

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